Accostare il nome di D.H.Lawrence alla sessualità appare un fatto, tutto sommato, abbastanza scontato, essendo Lawrence un autore - romanziere, poeta, scrittore di racconti brevi, critico, saggista, autore di commedie, traduttore, nonché pittore - che, proprio a causa della forte carica sessuale di alcune sue opere, è stato spesso condannato dalla censura. Al contempo, però, Lawrence è stato considerato da alcuni critici 1 uno scrittore dalle intenzioni profondamente morali e profetiche, soprattutto negli ultimi anni della sua vita. Come è possibile allora considerare "St.Mawr", il cui protagonista per certi versi potrebbe addirittura essere l'incarnazione di una sorta di Dio, come simbolo della sessualità? Quello che vorrei dimostrare, analizzando questo testo, è proprio che, oltre a rappresentare un'energia inspiegabile, una forza demoniaca e al contempo divina, la primitività perduta, la liberazione da ogni costrizione esterna e tanti altri aspetti ancora, St.Mawr simboleggia la passione, la pura sessualità.
Una prima interessante considerazione da farsi potrebbe essere quella relativa alla sincronia del nome di Lawrence al termine "sessualità". Questo termine infatti si può dire essere contemporaneo al grande scrittore inglese, essendo diventato di uso corrente proprio quando Lawrence nasceva alla fine del XIX secolo, grazie agli approfonditi studi che allora stavano fiorendo nei campi scientifico, sociologico ed antropologico. E' solo intorno alla metà dell''800 infatti, con le nuove teorie evoluzionistiche di Darwin e con l'enorme sviluppo industriale dovuto all'uso sempre più frequente delle macchine, che si può assistere ad un incredibile interesse e fermento verso tutto ciò che è scientifico e che si inizia ad analizzare ogni cosa su base scientifica. Prima di allora poco o nulla era stato studiato, detto o scritto a proposito di qualsiasi cosa che riguardasse il campo sessuale, tanto che non esisteva nemmeno un termine deputato a definire tale concetto.
La prima volta che il termine sessualità comparve fu nel 1836 sull'Oxford English Dictionary, ma, oltre ad avere un doppio significato, "The quality of being sexual and having sex", il termine era riferito principalmente alla botanica e quindi ad un campo non propriamente umano. 2 Da quel momento in avanti, in un clima storico dominato dal Positivismo, quando incomincia a svilupparsi un incredibile interesse per l'analisi e vi è la tendenza a classificare tutto in modo empirico e schematico, si assiste per la prima volta alla nascita di un discorso sulla sessuologia.
Il primo grande studio sessuologico in inglese, Sexual Inversions, è quello di H. Ellis del 1895 che coincide anche con il fiorire di una letteratura orientata in tale senso. Il 1895 è anche l'anno del processo al grande scrittore irlandese Oscar Wilde, accusato di omosessualità, e quindi un periodo in cui si inizia a parlare e discutere più diffusamente di argomenti legati al campo sessuale. In realtà il discorso sulla sessualità è precedente a quello di Ellis, del suo corrispondente poeta vittoriano Symonds e del loro contemporaneo Carpenter, di almeno un decennio. Oltre ad essere spostato sul piano temporale, lo è anche su quello spaziale, e più precisamente si colloca in ambito germanico, dove i nomi più importanti sono quelli del tedesco Ulrichs, il primo "liberazionista sessuale", in quanto primo omosessuale dichiarato, e dell'austriaco R. von Krafft-Ebing, che fa una vera e propria classificazione di casi clinici nella sua gigantesca opera . E poi ancora i tedeschi Bloch e Weininger e molti altri. Per quanto rivolti ad aspetti leggermente diversi tra loro, comunque, tutti questi lavori sono la prova che in questo periodo il discorso sulla sessualità ha un enorme sviluppo. E' poi con la psicanalisi e con gli studi dell'austriaco S.Freud che si tenta di spiegare con maggior precisione quello che sono l'erotismo e la sessualità al di là di tutte le classificazioni sulle diverse identità ed atteggiamenti sessuali compiuti dalla sessuologia.
Joseph Bristow, nel secondo capitolo "Psychoanalitical Drives" del suo Sexuality ci dà un accurato resoconto degli studi freudiani e della formulazione dei complessi " di Edipo" e "di castrazione", che stanno alla base dell' analisi di Freud sull'inconscio e che gli permettono di dimostare come la sessualità possa essere separata da quello che fino ad allora era stato ritenuto l'unico scopo di ogni contatto sessuale e cioè la riproduzione. Gli studi di Freud dimostrano (anche se non sempre in effetti riescono a farlo) come, sin dall'infanzia, un certo tipo di erotismo sia già ben presente in ogni individuo, di come possa generarsi un determinato tipo di sessualità rispetto ad un altro e di quali preferenze sessuali possano scaturire in base a come ogni singolo individuo vive e supera questi due "complessi".
Il dato più importante, comunque, nello studio psicanalitico di Freud rimane quello relativo alla sua convinzione che parallelamente all'attività della mente conscia ve ne sia una inconscia. L'inconscio, "contrariamente alla mente conscia , che funziona secondo le leggi dettatele dalla cultura, è il dominio psichico, sottoposto all'arduo ma ineluttabile processo della repressione". 3 Tale repressione, sostiene Freud, non è assoluta e l'inconscio riesce a manifestarsi attraverso fenomeni più o meno evidenti, quali lapsus, appunto detti "freudiani", gesti o ricordi di sogni. Questo conflitto tra conscio ed inconscio, il tema della sessualità repressa, l'analisi dei processi mentali saranno motivo di interesse per intere generazioni di scrittori proprio a partire da questo preciso momento storico.
La società tardo-vittoriana, infatti, era uno scenario più che indicato per l'analisi dei recessi della psiche e per l'esplorazione minuta, e talora spietata, del conscio e del subconscio. Un senso crescente di insicurezza e di ansia si era infatti diffuso ovunque, impregnando tutta la letteratura (dalla poesia al romanzo) di uno stato d'animo apocalittico. Così in questo periodo moderno, nonostante i progressi scientifici stupefacenti, il potere della macchina viene contrapposto alla impotente perplessità dell'uomo e ne prevale un forte senso di pessimismo e di sconforto. Il Positivismo, conseguenza dell'espansione della scienza e del trionfo della macchina, appare sempre più inerte e materialistico e poco per volta genera risposte basate sul suo opposto e cioè sull'irrazionalità, sull'inconscio e sull'intuizione. Filosofi tra i quali Nietzsche, affermano che la ragione è impotente se separata dalla passione, professando che in un mondo in cui Dio è morto, l'uomo deve necessariamente esercitare con forza il proprio volere, potenziando allo stesso tempo i propri istinti, così da liberarsi da ogni vincolo e vivere in piena e vitale creatività.
Uno degli scrittori più consapevoli di tali tensioni, e che maggiormente riteneva che i problemi degli inglesi soprattutto derivassero dalla loro risoluta negazione del corpo e della vita dei sensi, era D.H.Lawrence. D.H.Lawrence (1885-1930), l'unico grande scrittore inglese di questo periodo ad essere di estrazione proletaria, in quanto figlio di un minatore e di una maestra di scuola, fu decisamente influenzato dall'ambiente in cui visse, ambiente che generò in lui un senso di avversione per la civiltà industriale e per tutto ciò che deturpava il paesaggio rurale. Fu decisamente condizionato anche dal rapporto con la propria madre che Freud, del quale peraltro Lawrence non condivise mai la teoria della predominanza assoluta degli istinti sessuali, avrebbe sicuramente considerato un chiaro esempio di complesso di Edipo, aspetto tra l'altro preso in esame da gran parte della critica. Dopo la morte di un fratello maggiore infatti, la madre di Lawrence si attaccò quasi spasmodicamente a lui impedendogli inizialmente una vera e propria vita emotiva e poi facendo sì che lui si legasse sempre di più a lei, disprezzando al contempo il mondo sporco e misero del padre. Solo molti anni dopo Lawrence si rese conto di aver mal giudicato suo padre, la cui durezza rappresentava dopo tutto una vitalità genuina ed una piena personalità, qualità che purtroppo erano state distorte e depauperate dall'ambiente in cui era vissuto. 4
Spronato dalla madre a studiare, dopo aver insegnato al Nottingham University College, ed iniziato a pubblicare le proprie opere sull' "English Review" alla fine del 1909, insegnò a Croydon, dove si innamorò di Frieda, moglie di un professore di francese, con la quale lasciò l'Inghilterra alla volta della Germania. Lì concluse forse il suo più grande successo, il romanzo autobiografico Sons and Lovers, in cui la maggior parte dei critici concorda nel vedere chiari riferimenti alla propria esperienza con le donne ed al rapporto con la madre. La guerra riportò Lawrence e Frieda in Inghilterra e quando il suo lavoro successivo The Rainbow fu bandito nel 1915, Lawrence si rese conto dell'ormai irreparabile idiosincrasia con la moderna civiltà e cercò rifugio in Italia, Australia, Messico, poi ancora in Italia ed infine nel sud della Francia, dove giovanissimo morì di tubercolosi, malattia che sin dalla giovinezza aveva minato la sua salute. Ognuno dei paesi in cui visse fu lo scenario di suoi romanzi, novelle, racconti o poesie: da Women in Love a Twilight in Italy, da The Kangaroo a Mornings in Mexico e "St.Mawr", tutti sono lo specchio della sua continua ricerca di un nuovo contatto con la natura, di un ritorno alle origini, in un mondo incontaminato in cui mente e corpo potessero essere riuniti.
E proprio la dissociazione di mente e corpo in una vita moderna vuota e senza significato è il tema di uno degli ultimi e più bei racconti brevi di Lawrence: "St.Mawr", in cui l'omonimo stallone simboleggia un insieme di sentimenti e qualità perdute nella moderna società contemporanea.
Che in Lawrence non sia affatto facile attribuire un significato ad un simbolo è abbastanza evidente dalle stesse parole dell'autore: " you can't give a great symbol a "meaning". Symbols are organic units of consciousness with a life of their own, and you can never explain them away, because their value is dynamic, emotional, belonging to the sense-consciousness of the body and soul, and not simply mental". 5 Allo stesso tempo però parecchi critici hanno potuto affermare senza tema di smentita che St.Mawr sia un chiaro simbolo delle passioni e della sessualità e molti altri riportano una citazione dell'ultimo Lawrence 6 in cui identifica i cavalli in sogno con la sensualità 7 . Il fatto poi che la sessualità sia impersonata da un cavallo, quindi né da un uomo né da una donna, conferma ciò che sostengono studi recenti sulla sessualità - uno dei più approfonditi è della scrittrice americana Leslie Feinberg - i quali insistono nel non irrigidirsi troppo su definizioni e caratterizzazioni a proposito di sesso, generi ecc. 8 . La sessualità dovrebbe essere trattata e considerata come a-genere, a-sessuata, come sessualità allo stato puro, nella sua vera essenza, e proprio in tale prospettiva si può leggere "St.Mawr".
Il mondo di "St.Mawr" è quello del primo dopoguerra. La protagonista femminile Lou è americana, sposata non proprio felicemente con Rico, figlio di un baronetto inglese, naif e con velleità artistiche. La madre di lei, Mrs. Witt, pur non raggiungendo lo spessore di un personaggio primario, ha un carattere molto interessante ed un ruolo importante all'interno della storia. Lawrence infatti, pur condannando il personaggio, come del resto condanna tutte le donne che rifiutano di sottomettersi al volere dell'uomo, in molte parti della narrazione la rappresenta come "full of fire" 9 , "vigorous" (331), più virile di tutti gli altri uomini, che sono diventati "tame dogs" (360), "without mistery in them"(360). A tratti sembra addirittura comprenderla quando scrive " if she could have found something indestructible, especially in men, though she would have fought against it, she would have been glad at last to be defeated by it" (390).
Ma tornando al personaggio principale che è ovviamente lo stallone St.Mawr, è evidente che la protagonista Lou avverte sin dall'inizio qualcosa di molto particolare, "an invisible fire that seemed to come out of him" (334) e dopo il primo sguardo "she was already half in love with St.Mawr" (334). Il primo contatto tra i due è molto significativo e rivela tutta la sensualità che Lawrence è capace di trasmettere con la sua narrazione: "she laid her hand on his side, and gently stroked him. Then she shoked his shoulder, and then the hard, tense arch of his neck. And she was startled to feel the vivid heat of his life come through to her, through the lacquer of her red-gold gloss. So slippery with vivid, hot life" e subito "she wanted him to belong to her" (336). Sconvolta e turbata dalla strana sensazione provata, incapace di comprendere il suo turbamento interiore, Lou inizia a domandarsi cosa possa essere quella forza, quella intensità che le sembra di avere avvertito nel cavallo. "Almost like a God, she had felt the eyes of that horse...he was some splendid demon and she must worship him". (336) Rientrata a casa il confronto con il marito Rico le provoca un forte senso di delusione "but now since she had seen the full, dark, passionate haze of power and of different life in the eyes of that thwarted horse, the anxious powerlessness of the man drove her mad".(337) Forse in un vano tentativo di trasmettere l'energia vitale di St.Mawr al marito, decide di regalargli il cavallo, ma Rico non condivide tutto l'entusiasmo di Lou e anzi non si trova per nulla a proprio agio con St.Mawr. In effetti sono in molti a provare disagio in presenza di St.Mawr ed i personaggi che più temono lui e la sua indomabile "wildness", coloro che lo evitano proprio perché in lui scalpitano e fremono tutti quegli istinti che più erano disprezzati dalla perbenistica società nella quale tanto si affannano ad apparire, sono proprio i personaggi più in vista: lo stesso Rico, Miss Flora Mansby (giovane infatuata di lui) ed il decano Vyner.
Gli unici invece perfettamente a loro agio con St.Mawr ed in grado di riconoscere in lui una forza misteriosa sono, non a caso, i due personaggi più "selvaggi", i due stallieri Phoenix e Lewis, oltre al sig. Cartwright che fa una brevissima apparizione nel racconto, sostenendo: "you may see Pan.... Easily. In St.Mawr" (363).Questa associazione di St. Mawr al dio Pan (termine greco che significa "tutto") ci riporta alla concezione dello stallone come rappresentazione divina. Pan, infatti, nella mitologia greca, era la divinità arcadica delle greggi e delle selve e per influsso dei poeti bucolici venne concepito come la manifestazione della misteriosa forza che emana dalla natura e soggioga l'uomo. Secondo Cartwright, quindi, (e la stessa Lou) nello stallone era icarnata tutta l'energia vitale divina e della natura. Anche Phoenix, lo stalliere indiano della sig.ra Witt "was terribly impressed by St.Mawr, he could not leave off staring at him" (341) e Lewis addirittura "cared about nothing in the world except St.Mawr." (341) Lewis è orgoglioso della fierezza, della potenza, dell'indomabilità di St.Mawr, anche perché sa che il bellissimo stallone è ribelle solo con chi non lo sa trattare. E Lewis (con i suoi "eyes of a wildcat", 338) che Lawrence spesso associa ad immagini appartenenti al campo semantico del mondo animale, proprio per richiamarne le affinità con St.Mawr, sa benissimo come trattare sia con St.Mawr che con la propria sessualità. Lewis è in assoluto il personaggio che più fa riferimento al proprio corpo ed alla propria sessualità, dimostrando una totale confidenza con entrambi. Un passaggio esemplare a tale proposito è quello in cui la sig.ra Witt (che qui Lawrence intende chiaramente ridicolizzare) dichiara il proprio amore allo stesso Lewis. Quest'ultimo, nel rifiutare la proposta di matrimonio, fa proprio appello alla dignità del suo corpo, affermando "I couldn't give my body to any woman who didn't respect it...No woman shall touch my body and mock me or despise me. No woman." (398)Quando la sig.ra Witt risponde che ogni tanto bisogna un po' prendere in giro gli uomini, lui replica secco: "No. Not this man. Not by the woman I touch with my body." (398). Questo insistere sull'importanza del corpo è fondamentale per Lawrence che ritiene il "divorzio" tra mente e corpo uno dei mali peggiori del suo tempo e che pensa che in un mondo in cui le istituzioni umane non sono più oggetto di credo, l'unica risorsa che ha l'uomo, di fronte al crescente senso di vacuità della vita, è la personale esperienza corporale. 10
La confidenza con il proprio corpo che caratterizza "the little aborigenal" (339) Lewis (fondamentale il fatto che sia Lewis che Phoenix siano meno legati alla civiltà contemporanea: è infatti il loro esotismo a permettere loro di essere più vicini e maggiormente integrati al mondo naturale di St.Mawr) fa invece difetto a tutti i personaggi che temono St.Mawr. Questa paura, diffidenza, se non proprio riluttanza nei confronti dello stallone non sono altro che il riflesso di una loro più profonda avversione per tutto ciò che è istinto, mistero e legato all'ambito sessuale. Pienamente inquadrati nella cornice della società contemporanea si irrigidiscono nella convinzione della loro superiorità e mostrano di voler condannare a priori tutto ciò che ha una volontà propria, che non si può addomesticare, né controllare. Ma St.Mawr non è solo istinto indomabile. St. Mawr è pura sessualità, una sessualità spontanea, incontrollabile, un ribollire di sensi, un flusso inarrestabile di naturalità. Proprio in questo senso di fluidità, di libera circolazione dei sensi c'è il presupposto della libertà sociale, ed è proprio questo che più faceva paura alla società-bene del tempo, questa pericolosa energia sessuale che bisognava evitare, o meglio, eliminare a tutti i costi. Ed ecco allora che, alla prima occasione che si propone, e cioè all'indomani del disarcionamento di Rico da parte di St.Mawr, miss Flora propone, e prontamente la sua proposta viene accettata, di fare castrare lo stallone. Qui il riferimento alla sessualità nascosta in St.Mawr si palesa in maniera più che evidente ed infatti quale cosa può essere più pertinente, parlando di sessualità, dell'amputazione del sesso stesso?
Lou, a questo punto, perversamente (poiché le convenzioni vorrebbero certamente che una moglie prendesse ad ogni costo le difese del marito), sta dalla parte di St.Mawr. Si ribella alla decisione unanime della castrazione di St.Mawr, prima ancora di venire a conoscenza del fatto che lo stallone non aveva alcuna colpa, in quanto era arretrato, disarcionando conseguentemente Rico, perché aveva viso un serpente nell'erba, e che l'unico responsabile dell'incidente era Rico stesso che non aveva lasciato le redini al cavallo liberandolo al momento opportuno. L.Field, nel suo saggio in Art of Perversity, accosta "the fiery red St.Mawr (339) al cavallo "with the blood-red complexion" che Platone usa nel suo Phaedrus per rappresentare le passioni. Secondo Field nel rifacimento di Lawrence della platonica analogia dell'amore, le passioni (St.Mawr) hanno le loro buone ragioni (il serpente) per i loro movimenti, ma l'ego insensibile e pieno di sé dell'uomo moderno (il marito) forza le passioni distruttivamente all'indietro contro loro stesse e gli altri. La ragione ha il proprio regno, inclusa la comprensione del ruolo delle passioni, ma quando egoisticamente e insensibilmente usurpa le passioni stesse, l'ego razionale vendicativamente distrugge tutto, come riescono a capire coloro che possiedono una sensibilità demoniaca." 11 .
In questo episodio Lawrence ribadisce quindi l'importanza e la necessità, al fine di avere una vita equilibrata, della giusta considerazione della passione e dei sensi, poiché senza una vita fisica, corporale oltre che intellettiva, c'è l'annichilimento dell'uomo.
Ecco allora che a questo punto Lou, sconsolata ma finalmente consapevole di non essere più disposta ad accettare un surrogato di sesso e amore, che sono tutto ciò che il marito ed il mondo attuale sono in grado di offrirle ( la castità come unica soluzione di fronte a tutto ciò che non sia pura sessualità è anche un tema fondamentale in Lady Chatterley's Lover) decide di tornare in America con la madre, St.Mawr, che deve sottrarre alla crudeltà del mondo, ed i due stallieri Phoenix e Lewis, gli unici che appartenendo per etnia a civiltà più antiche, primitive ed incontaminate rispetto a quella insensibile e vacua del presente, sono i veri uomini che possiedono "mistery" e "wonder".
Al termine del racconto però ci si rende conto che Lawrence con "St.Mawr", non cerca la soluzione di un ritorno alla primitività, bensì vuole mostrare la necessità di creare una nuova civiltà che sia consapevole dell'importanza del corpo e in cui l'uomo possa essere riunito armonicamente al resto del Creato, in una sorta di riunione spirituale- dal momento appunto che la sessualità pura non è più raggiungibile- con il resto del Cosmo. Questo è proprio ciò che cerca Lou, quando afferma " mere sex is repellent to me. I will never prostitute myself again. Unless something touches my very spirit, the very quick of me, I will stay alone. Alone and give myself only to the unseen presences, serve only the other, unseen presences." Trasferitasi nel Nuovo Messico in un ranch immerso in un paesaggio dallo spirito selvaggio, che diventa per l'ultima decina di pagine l'unico ed assoluto protagonista del racconto, Lou percepisce proprio la presenza di uno spirito misterioso.
Finalmente in questo "little tumble-down ranch" (421) trova una grande pace, "a certain latent holiness in the very atmosphere, a young spring-fire of latent holiness",(420) che la porta ad affermare "for me, this place is sacred" (420). Inizialmente si potrebbe pensare che la sessualità prorompente che precedentemente era appartenuta a St.Mawr si sia trasferita in questo paesaggio selvaggio, quando Lawrence nel descrivere l'effetto che il ranch aveva avuto sulla prima proprietaria del ranch si esprime con "the woman loved her ranch, almost with passion, intensifying her ego, making her full of violence and of blind female energy"(423). Ma subito aggiunge che il ranch era protetto da un pino "that was the guardian of the place. A bristling, almost demonishing guardian" (424), ma allo stesso tempo "a passionless, non-phallic column, rising in the shadows of the pre-sexual world, before the hot-blooded ithyphallic column ever erected itself" (424). La visione di Lawrence è quindi diventata quella di un "pre-sexual primeval world" (424), nel quale Lou sente un'altra energia misteriosa, che penetra la sua anima, e che non riesce a definire pienamente, a comprendere fino in fondo ma che riesce solamente a percepire, "something wild, that will hurt me sometimes and will wear me down sometimes. I know it. But it's something big, bigger than men, bigger than people, bigger than religion...It' a mission. (432)
La missione che Lawrence si era prefissato era appunto quella di evocare nei suoi scritti, reagendo alle esperienze di irrealtà ed alienazione del periodo moderno, una vita in armonia con la natura, per restituire alla natura umana ciò che aveva perso nel presente e cioè il suo carattere normativo e morale. 12 . In "St.Mawr" il tentativo di fuggire dalle costrizioni operate dalla società contemporanea portano la protagonista a rifuggire inizialmente il normale rapporto con gli uomini che non essendo altro che "little,incompetent, childish, self-opinionated" (419)la possono arricchire in nulla, per passare poi alla vera essenza della sessualità che crede di riconoscere in St.Mawr, e raggiungere infine un livello ancora superiore, trascendente, che è quello della comunione con uno spirito sacro che annulla ogni altra cosa.
NOTE
1) Wood, J. (1997), "Seeing in the Darkness", London Review of Books, 19:5, p.8.
2) Bristow, J. (1997), Sexuality, London and New York:Routledge, p.3.
3) Ibid., p.64.
4) Goodheart, E. (1963), "The Eternity of the Phenomenon", in The Utopian Vision of D.H.Lawrence, Chicago University Press, p.64 (nota).
5) Lawrence,D.H.(1936), D.H.Lawrence:Selected Literary Criticism, New York:Viking Press, p.157.
6) Lawrence, D.H. (1921), Psychoanalysis and the Unconscious and Fantasia of the Unconscious, New York:Viking Press (1960), p.199.
7) Nixon, C. (1982), "To procreate oneself: Ursula's horses in "The Rainbow"", English Literary History, Spring,49:1, p.123.
8) Bristow, J. (1997), p.226-8.
9) Lawrence, D.H. (1925), St.Mawr, London:Penguin Books, published together with The Virgin and the Gypsy in 1950, p.359. Tutte le citazioni successive riguardo questo testo sono tratte dalla presente edizione.
10) Goodheart, E. (1963), Ibid, p.65.
11) Field, L.(1962), "The Demon Lover", in Widmer, K., The Art of Perversity, Seattle: Washington UP, p.67.
12) Interessante a questo proposito è una considerazione che E.Goodheart fa nel suo Utopian Vision of D.H.Lawrence, in cui sottolinea come in effetti, secondo lui, Lawrence non si rese mai conto pienamente di quanto distante fosse la propria vita dalla propria immaginazione utopica della vita naturale dell'uomo. Goodheart asserisce ciò in virtù del fatto che nelle sue storie spesso Lawrence rappresenta rapporti tra personaggi che più che essere "naturali" sono, secondo Goodheart, il riflesso del proprio complesso di Edipo. A dimostrazione di ciò Goodheart porta come esempio una commedia poco conosciuta di Lawrence The Widowing of Mrs.Holroyd , in cui vi sono trasposte a suo avviso, due situazioni centrali della vita dell'autore inglese, e cioè l'amore per sua madre e l'odio per suo padre ed il suo matrimonio con una donna più anziana che, sotto certi aspetti, può essere un surrogato di sua madre.
BIBLIOGRAFIA
Fonti primarie
Lawrence, D.H. (1925), St.Mawr, London:Penguin Books, published together with The Virgin and the Gypsy in 1950.
Fonti secondarie
Bristow, J. (1997) Sexuality, London and New York:Routledge.
Nixon, C. (1982), "To Procreate oneself: Ursula's horses in "The Rainbow"", English Literary History, Spring, 49:1, pp.123-142.
Lawrence, D.H. (1921), Psychoanalysis and the Unconscious and Fantasia of the Unconscious, New York:Viking Press, 1960.
Goodheart, E. (1963), "Art and Profecy The Mythical Dimension" and "The Eternity of the Phenomenon", in The Utopian Vision of D.H.Lawrence, Chicago University Press, pp.39-75.
Field, L. (1962), "The Demon Lover", in Widmer, K., The Art of Perversity, Seattle: Washington UP, pp.66-75.