L'opera di David Herbert Lawrence si presta molto agevolmente ad una trattazione incentrata sul tema dei rapporti interpersonali e della sessualità. Autore spesso contestato per la sua apertura verso queste tematiche, Lawrence presenta la sessualità come interazione fra due personalità opposte: lo scontro caratteriale è peculiare alla costituzione dell'affinità nel rapporto eterosessuale. Per Lawrence l'elemento sessuale è vitalità, una forza liberatrice e un'esperienza mistica che si esprime anche attraverso la natura. Sons and Lovers in particolare, sviluppa quegli aspetti del rapporto madre- figlio e uomo-donna, evidenziando le difficoltà incontrate dal giovane protagonista nel tentativo di instaurare dei rapporti, ma soprattutto di portare a compimento la propria maturazione personale, intesa anche come completamento nella sfera sessuale. E' interessante quindi aprire, a proposito di questo romanzo, un discorso che tratti del rapporto madre-figlio secondo una prospettiva psicanalitica.
Vicenda ampiamente autobiografica, ambientata nei villaggi di minatori del Nottinghamshire, Sons and Lovers segue le vicende personali di Paul Morel dall'infanzia fino alla prima età adulta, dedicando un'ampia parte iniziale agli sviluppi del rapporto esistente tra i genitori del giovane. Mrs. Morel, madre di Paul, sviluppa gradatamente una estraniazione nei confronti del marito, il quale si rivela sempre più rozzo, brutale ed egocentrico. "[...] she scarcely desired him. And, standing more aloof from him, not feeling him so much part of herself, but merely part of the circumstances, she did not mind so much what he did , could leave him alone". (56) Ciononostante esiste tra i due una certa passionalità e questo porta alla nascita di ben quattro figli, che diventeranno l'unico elemento di interesse per la madre, la quale decide di dedicarsi completamente a loro, tanto da influenzare ogni loro tentativo di instaurare un rapporto con l'altro sesso.
E' sul primogenito William che viene inizialmente riversato tutto l'amore materno e la morte di lui segna un momento decisivo nella vita di Mrs. Morel, che deve trovare un altro punto d'appoggio per dare un senso alla sua vita di donna delusa dal matrimonio. C'è una riflessione dello stesso Lawrence che può ben chiarire la sua posizione riguardo il rapporto tra moglie e marito:
The blood of the man and the blood of the woman are two eternally different streams, that can never be mingled. [...] But therefore they are the two rivers that encircle the whole of life, and in marriage the circle is complete, and in sex the two rivers touch and renew one another, without ever commingling and confusing".
("A Propos of Lady Chatterley's Lover", 1929).
Non è sempre facile parlare di Lawrence in rapporto a Freud: lo scrittore critica il modo scientifico con cui l'analista parla di sessualità. Secondo Lawrence manca in Freud la scoperta di se' e dell'altro, il mistero che sottende ad una relazione così forte tra due esseri umani. Ciononostante, la psicanalisi, disciplina scientifica incentrata sull'esplorazione dell'inconscio e sul concetto di sessualità infantile, può ben analizzare il tipo di attaccamento morboso che si sviluppa tra Paul e sua madre, situazione che la teoria freudiana tratta partendo dal cosiddetto "complesso di Edipo".
Nel caso specifico, possiamo ritrovare in Paul la dimostrazione di questo sconvolgente passaggio della sessualità infantile. Secondo Freud, ad un certo punto della sua crescita, il bambino ancora piccolo opera inconsciamente un trasferimento di energia erotica sulla madre e un conseguente disprezzo per il padre, visto come un ostacolo e quindi elemento che deve essere eliminato affinché il bambino possa prendere il suo posto accanto alla madre. (cfr. The Ego and the Id , Freud 1923) Questo spiegherebbe il difficile rapporto di Paul con il padre e la successiva vanificazione delle relazioni che il ragazzo instaura prima con Miriam e poi con Clara.
Paul si rende quasi conto di questo, tant'è che dichiarerà apertamente alla madre di non credere alla possibilità di incontrare la donna giusta finché ella fosse vissuta. Nonostante questa consapevolezza, il legame con la madre è contraddittorio e talmente forte che si assiste, lungo tutto il corso del romanzo, a dei continui ritorni di Paul verso di lei e al disprezzo a volte palese per le altre donne, le quali gli divengono ostili nei momenti in cui, anche involontariamente, sembrano schierarsi contro Mrs Morel. Vi sono poi le frequenti dichiarazioni di Paul sul fatto che non si sarebbe mai sposato, ma che avrebbe vissuto sempre con la madre e infine le lunghe conversazioni tra i due, dove ogni volta la donna esprime la sua soddisfazione nel notare come il figlio si confidi apertamente con lei.
Riprendendo il discorso freudiano, l'analista ha chiaramente indicato nel processo chiamato "dissoluzione del complesso di Edipo" un altro passo decisivo verso l'affermazione della maturità sessuale (eterosessuale) dell'individuo. "Undoubtedly, the boy undergoes a highly conflicted process before he becomes the active, masculine, heterosexual male that society wants him to be." (cit. in Sexuality, J. Bristow, p. 72) Attraverso la dissoluzione del complesso di Edipo quindi, il bambino comprende come la volontà di possesso verso la madre non sussista più e solitamente inizia un processo di identificazione con il padre, riconoscendo nelle donne e quindi anche nella madre una mancanza, una castrazione che le rende diverse. Inoltre, comprende anche come il fatto di amare la madre sia esclusiva del padre e come quindi egli debba riversare le sue attenzioni su un altro oggetto femminile al fine di assicurarsi un riconoscimento della propria virilità.
E' possibile ritrovare in Paul Morel un non avvenuto superamento del complesso di Edipo. Anche se ricerca il contatto con altre donne, egli persevera inconsciamente nel suo attaccamento morboso verso la madre fino a lasciarsi completamente naufragare nel momento in cui quest'ultima gli viene a mancare. Paul è incapace di reagire alla morte di colei che aveva svolto un ruolo determinante nella sua vita:
Paul felt crumpled up and lonely. His mother had really supported his life. He had loved her; they two had, in fact, faced the world together. Now she was gone, and forever behind him was the gap in life, the tear in the veil, through which his life seemed to drift slowly as if he were drawn towards death (489)
Il giovane si ritrova al capezzale della madre ormai morta ed esprime tutto il suo dolore abbracciando il corpo come se si trattasse di quello di un'amante: la madre era stata veramente l'unica persona che egli avrebbe mai potuto amare. Questo preclude fin dall'inizio la capacità di Paul di intraprendere una relazione stabile e matura innanzi tutto con Miriam, la compagna di giochi d'infanzia che eserciterà su di lui un'attrazione sempre più forte.Miriam è una ragazza solitaria che possiede un forte sentimento religioso oltre che una spiccata sensibilità verso la natura. Si può parlare per Miriam di sessualità repressa, o meglio, sublimata in altri elementi che non contemplino il contatto fisico tra uomo e donna. Il modo in cui la ragazza si china sui fiori per accarezzarli con la guancia ed aspirarne il profumo rimanda ad una sessualità inespressa. Sembra quasi che Miriam abbia paura di commettere un grave peccato nel cedere al sentimento per un uomo e vivere normalmente con lui la sua sessualità: tutto questo pare distoglierla dalla morale religiosa pur provando attrazione per Paul. E' questo un atteggiamento che il giovane non comprende e che lo irrita. Sono infatti frequenti gli episodi in cui Miriam conduce Paul ad osservare qualche nuovo fiore o qualche altra meraviglia della natura, non facendo altro che aumentare la sua frustrazione.
Egli ormai si sente pronto ad amare Miriam in modo completo e, conoscendo i sentimenti della ragazza, vorrebbe che anche lei accantonasse le sue inibizioni. Ma non sarà mai così, l'unico rapporto fisico tra i due si risolve in un palese "sacrificio" della giovane a quelli che crede essere i suoi doveri verso Dio e verso Paul. Miriam vorrebbe che Paul condividesse le grandi emozioni che le vengono dalla spiritualità e dalla natura, mentre egli si sente infastidito e deve spesso scaricare la tensione correndo a casa, come per liberarsi da un peso opprimente. Inoltre egli è anche diviso nei sentimenti che prova per la ragazza e per la madre, indirettamente antagoniste nel volersi assicurare l'affetto del giovane.
A volte Paul non manca di rimproverare a Miriam il suo esagerato spiritualismo, facendole chiaramente capire come un rapporto si basi su altri fattori:
You don't want to love-your eternal and abnormal craving is to be loved. You aren't positive, you're negative. You absorb, absorb, as if you must fill yourself up with love, because you've got a shortage somewhere. (262)
Nell'animo combattuto di Paul è comunque sempre il forte legame con la madre ad avere il sopravvento, come stava accadendo al fratello William. In una lettera ad un amico Lawrence spiega esaurientemente questa situazione passionale e conflittuale:
Their mother is the strongest power in their lives, and holds them... As soon as the young men come into contact with women, ther is a split. William gives himself to a fribble and his mother holds his soul. [...] The next son gets a woman who fights for his soul-fights his mother. The son loves the mother-all the sons hate and are jealous of the father. The battle goes on between the mother and the girl, with the son as object. The mother gradually proves the stronger, because of the tie of blood". (da una lettera a Edward Garnett)
La relazione tra Paul e Miriam ha un carattere strettamente autobiografico: la scrittura di Lawrence riflette il modo personale e vulnerabile con cui, secondo lo scrittore, l'uomo affronta queste situazioni conflittuali. Per quanto riguarda i due protagonisti, gli interessi in comune non bastano a cementare una relazione che non contempli un'unione sessuale soddisfacente per entrambi e Paul se ne accorge guardando negli occhi di Miriam: "The look at the back of her eyes, like a creature awaiting immolation, arrested him, and all his blood fell back" (347)
Miriam è quasi una creatura condotta al sacrificio nel momento in cui decide di soddisfare le richieste di Paul. E' questo un tipo di simbologia molto chiaro che evidenzia i veri sentimenti della giovane, che sente una grande responsabilità su di se e sembra quasi temere l'incontro amoroso. Si confronti questo passo da Fantasia of the Unconscious :
Sex should come upon us as a terrible thing of suffering and priviledge and mistery: a mysterious metamorphosis come upon us, and a new terrible power given us, and a new responsibility. Telling? What is the good of telling? The mistery, the terror, and the tremendous power of sex should never be explained away. The mass of mankind shuold never be acquainted with the scientific biological facts of sex: never. The mistery must remain in its dark secrecy, and its dark powerful dynamism." (Fantasia of the Unconscious , D. H. Lawrence, 1922)
Lawrence fa largo uso di simboli soprattutto nella seconda parte del romanzo, a proposito delle relazioni tra Paul e Miriam e Paul e Clara. La particolarità di questa simbologia sta nel fatto che spesso essa conduce ad implicazioni sessuali. Il contesto naturale procura svariati esempi a questo proposito, non solo nel modo in cui Miriam vi si accosta, il suo accarezzare le rose e i narcisi, ma anche in quel contrasto che Paul nota nel vedere la sensuale presenza di un caprifoglio e di un cespuglio di rose bianche e il candore verginale che caratterizza i fiori e la stessa Miriam. Le frequenti passeggiate dei due giovani avvengono spesso tra gli alberi, così come i loro successivi incontri d'amore. Inoltre, quando Paul decide di chiudere la sua relazione con Miriam e di rivolgere le sue attenzioni a Clara, egli si trova nel nel giardino di casa a stretto contatto con degli iris purpurei, il forte profumo dei quali contribuisce a rafforzare la sua decisione.
Simbologia e colori sono caratteri determinanti anche per quanto riguarda la relazione tra Paul e Clara: lui le offre dei garofani rossi il giorno del loro primo rapporto lungo le sponde del fiume Trent, che Lawrence descrive come corrente che scorre in un morbido corpo. In seguito, i petali dei garofani si spargono attorno come se fossero gocce di sangue.
Lawrence costruisce spesso gli incontri fra i due ancora una volta in un ambiente naturale, a significare come Paul intenda accomunare il suo rapporto con Clara e la sua definitiva maturazione sessuale al regolare processo naturale di ogni essere vivente. Tutto ciò ribadisce come per Lawrence il concetto di sessualità sia strettamente legato a quello di naturalità. Attraverso le descrizioni dettagliate di elementi naturali, lo scrittore presenta un quadro poetico dove fisicità e spiritualità si fondono grazie all'ambiente naturale che fornisce simbologie. La magia della natura, il nascere e il deperire dei fiori e delle piante, si accompagna alla crescita sessuale dell'uomo, come ben dimostra l'episodio del cespuglio di rose, immagine del crescente desiderio di Paul per Miriam. I fiori sono il simbolo della possibilità di catturare il mistero della bellezza e della vita, esprimono il potere e la meraviglia dell'esperienza sessuale la quale, per Lawrence, rappresenta la fonte della vitalità.
L'interesse che Clara suscita in Paul è quello che deriva dalle particolari qualità esercitate dalla donna più matura, più esperta e separata dal marito sulla sensibilità del giovane uomo. Inoltre Paul si sente in un certo senso in grado di supplire alle mancanze del marito di lei, di poter colmare dei vuoti nella vita sessuale della donna. In effetti per Clara la relazione con Paul è fonte di un rinnovamento sia nel corpo che nello spirito:
It made her glad. It made her feel erect and proud again. Her pride had been wounded inside her. She had been cheapened. Now she radiated with joy and pride again. It was her restoration and her recognition. (406)
L'aspetto sessuale diventa fondamentale tra i due amanti, è una necessità che giunge spontanea, è un'iniziazione e un soddisfacimento per entrambi. Paul si sente fortemente attratto da Clara, tanto da ricercare il contatto fisico in ogni momento: "A kind of eternal look about her, as if she were a sphinx, made it necessary for him to kiss her. [...] Her beauty was a torture to him." (397) Ciononostante Clara sente che il rapporto con Paul manca di un aspetto importante: il giovane non sembra dimostrare un attaccamento personale verso di lei, evitando un coinvolgimento impegnativo. Egli dichiara sovente di non volersi sentire proprietà di alcuno e di non avere intenzione di sposarsi. Questo è estremamente frustrante per Clara, la quale ricerca quello che invece caratterizzava la relazione tra Paul e Miriam: una stretta comunanza di interessi.E' qui che ha termine il loro rapporto. Dopo la morte della madre, Paul favorisce il ritorno di Clara dal marito. La figura di donna emancipata, rappresentante dei cambiamenti sociali verificatisi all'inizio del secolo, come le migliori condizioni dell'istruzione o un atteggiamento più liberale verso la sessualità, opta infine per una scelta convenzionale: un marito e una famiglia sono ancora ciò da cui la donna dipende per assicurarsi la stabilità. Non le è stato possibile ritrovare tutto ciò in Paul, il quale dimostra come gli sia praticamente impossibile rapportarsi in modo maturo verso un'altra donna diversa dalla madre. Improbabile in questa situazione appare una ripresa della relazione con Miriam, che capisce come ormai, osservandolo nel suo atteggiamento pacato e disinteressato,Paul si sia allontanato non solo da lei, ma dalla vita stessa, come una persona che aspetti soltanto la morte per ricongiungersi a coloro che se ne sono andati.
Miriam, durante il suo ultimo incontro con Paul, si sente in dovere di aiutarlo, la sua attenzione si concentra sul corpo rilassato e indifferente di lui e comprende come forse possa essere quello il momento giusto per riprendersi l'amore del giovane. Deciderà però di andarsene, di non sacrificarsi:
She was aware of this dark-clothed, slender body, that seemed one stroke of life, sprawled in the chair close to her. But no; she dared not put her arms around it, take it up, and say: 'it is mine, this body. Leave it to me.' And she wanted to. It called to all her woman instinct. But she crouched and dared not. She was afraid he would not let her. She was afraid it was too much.(501)
Paul dal canto suo, non si premura di evitare l'abbandono di Miriam, come già era successo nei riguardi di Clara, dopo che quest'ultima capisce come solo il marito avrebbe potuto portarle quel connubio di fisicità e sentimento da lei ricercato. Alla fine Paul è abbandonato a se stesso nel ricordo ossessivo della madre, semplicemente perché non è stato in grado di approfittare dei legami vitali che le circostanze gli hanno messo a disposizione: l'amore non ha raggiunto in nessun caso una sua completezza e la sessualità è stata da lui interpretata come fine a se stessa e non finalizzata alla costruzione di un rapporto soddisfacente tra uomo e donna:
Always alone, his soul oscillated, first on the side of death, then on the side of life, doggedly. The real agony was that he had nowhere to go, nothing to do, nothing to say, and was nothing himself." (495)
La scena finale del romanzo, che vede Paul decidersi nel prendere la direzione della città voltando le spalle al passato, bene simboleggia la risoluzione del dilemma che lo ha assillato: ricongiungersi alla madre nella morte o rinascere a nuova vita? Non sappiamo se Paul abbia infine superato del tutto il suo conflitto edipico, la relazione con il padre si è andata deteriorando sempre più e la famiglia si è definitivamente separata. Inoltre abbiamo sempre la ripetizione continua da parte di Paul del nome della madre, come se gli fosse impossibile, in ultima istanza, rinunciare a fare affidamento sulla sua figura.
Quel che è certo è che Lawrence prevede per lui un nuovo inizio, un'altra possibilità, fatto confermato anche da una riflessione dell'autore sulla possibilità di commettere errori nella propria vita perché spesso ci si affida di più all'intelletto che alle proprie sensazioni: "My great religion is a belief in the blood, the flesh being wiser than the intellect. We can go wrong in our minds, but what the blood feels, and believes, and says, is always true." (D.H. Lawrence, 1912)
Nel complesso il romanzo si rivela essere una dettagliata descrizione psicologica delle sensazioni umane e, non da ultimo, del senso di perdita che segue l'esperienza della morte, dalla quale però scaturisce l'apertura verso nuove occasioni. Per questo motivo, le ultime pagine di Sons and Lovers comunicano un'idea di incompletezza, per dimostrare come ciò che rimane dopo la morte non sia solo assenza ma anche rinascita.
D.H. Lawrence, Sons and Lovers, a cura di Geoffrey Halson, Longman, London,1988. Tutte le citazioni sono tratte da questa edizione.
Joseph Bristow, Sexuality , Routledge, London 1997.
Appunti dalla conferenza di Stefania Michelucci: "D. H. Lawrence e
la sessualità" del 27/02/98.