Gli stereotipi femminili in She

di Deborah Giordani






Henry Rider Haggard, scrittore inglese nato nel Norfolk nel 1856, e' stato autore di diversi romanzi d'avventura, che traggono ispirazione dalla sua esperienza in Sud Africa durante la guerra tra l'Inghilterra e le popolazioni Zulu e successivamente nel periodo del primo conflitto anglo-boero.

In She (1887) ritroviamo le tematiche tipiche del romanzo esotico: l'esplorazione di un luogo lontano e sconosciuto, il contatto con popolazioni primitive e il conseguente confronto con culture "altre" rispetto a quella occidentale. La storia di Ludwig Horace Holly e di Leonard Vincey, suo figlio adottivo, del loro incontro con la tribu' africana degli Amahagger e con la loro regina Ayesha rientra perfettamente in questo schema.

Nel romanzo emerge una forte componente erotica legata proprio all'esotismo. Anche in altre opere dello stesso periodo si trova il tema dell'incontro tra cultura occidentale e cultura esotica (ad esempio in Dracula di Bram Stoker). Il risultato di questo incontro/scontro e' il venire a galla di istinti primordiali che erano rimasti fino ad allora repressi. La reazione comune di tutti i personaggi che vivono questa condizione e' il senso di paura e di smarrimento di fronte allo sgretolarsi delle strutture su cui si regge il loro modo di vivere. Queste figure cercano di controllare razionalmente la situazione, ma senza successo; non sembra possibile per loro mantenere il distacco dall'ambiente circostante.

Come nota giustamente Daniel Karlin, autore dell'introduzione al romanzo," She lends itself to being read as a cultural document or case-history of neurosis and perversion "(xxi). Quest'opera, dunque, puo' essere letta anche alla luce dei primi studi di sessuologia, iniziati in clima positivista, che si occupano principalmente dell'analisi di casi clinici, di perversioni, di quei comportamenti sessuali cosiddetti "deviati" o anormali.

Cerchero' quindi di esaminare l'opera secondo questa chiave di lettura, distinguendo tre aspetti tra loro strettamente collegati e riconducibili sostanzialmente alla rappresentazione delle figure femminili e del rapporto che i personaggi maschili instaurano con esse: la misoginia, la presentazione dell'organizzazione della societa' degli Amahagger e infine la figura della regina Ayesha.

Mi sembra interessante a questo proposito ricreare dei parallelismi con l'opera del tedesco Otto Weininger Sesso e Carattere (1903), che risale al periodo dei primi studi di sessuologia. L'aspetto della trattazione di Weininger che piu' mi interessa in questa sede e' la radicale misoginia con cui questo autore affronta l'analisi della figura della donna. Come si vedra' piu' avanti le sue posizioni sono vicinissime ad alcune affermazioni contenute nel romanzo di Haggard.

Passiamo ora ad analizzare i comportamenti dei vari personaggi maschili, partendo da Holly, protagonista e narratore. La sua si puo' definire una misoginia quasi forzata, poiche' viene rifiutato dalle donne per il suo aspetto fisico:

Women hated the sight of me. Only a week before I had heard one call me a "monster" when she thought I was out of hearing, and say that I had converted her to the monkey theory ( 8).
Questa condizione ci viene presentata anche da Weininger:

a man, if a woman treats him rudely or indifferently, feels repelled by her.
Ed effettivamente Haggard ci introduce al personaggio di Holly con queste parole:

I heard afterwards that he was popularly supposed to be as much afraid of a woman as most people are of a mad dog (2).
Holly, comunque, secondo Karlin, attribuisce il suo rifiuto verso il genere femminile non tanto alla paura, ma quanto al senso di essere odiato per la sua bruttezza. Dunque la sua misoginia non e' innata, ma piuttosto indotta, e' un effetto delle sue esperienze personali.

Ben diversamente ci viene presentato il personaggio di Job, servitore di Holly e Leonard. In lui il rifiuto e' invece molto piu' legato alla paura e all'idea di immoralita' che molto spesso si accompagnava alle rappresentazioni femminili. Job vede ogni donna come tentatrice, come una vera e propria incarnazione del peccato, che non puo' che condurre un uomo alla rovina. Questo atteggiamento e' riscontrabile nella sua reazione violenta contro la donna Amahagger che lo abbraccia pubblicamente, secondo la cerimonia tradizionale della tribu', per dimostrargli la sua preferenza verso di lui. Job inveisce:

"Be off with you! Get away you minx" he shouted (...). "Beg your pardon, gentlemen, I am sure I haven't encouraged her. This has never happened to me before, gentlemen, never, There's nothing against my character" ( 88).
Qualche pagina piu' avanti, Job aggiunge:

"These young parties have a way of looking at one, sir," he would say apologetically, "which I don't call respectable."

Come si vede, Job e' sempre ossessionato dall'idea di mantenere la sua integrita', dichiarandosi sempre vittima innocente delle attenzioni femminili. Haggard sembra dare ragione alle nevrosi del suo personaggio, infatti non a caso la donna che ha rifiutato cerca di vendicarsi di lui.

Leonard e' l'unico personaggio che non puo' essere considerato misogino, probabilmente perche' mantiene sempre un ruolo passivo; viene scelto sia da Ustane che da Ayesha ed in entrambi i casi gli e' data solo la possibilita' di accettare.

Paure e ossessioni misogine trovano riscontro nella maniera in cui Haggard presenta l'organizzazione sociale degli Amahagger. Karlin osserva:

The Amahagger (...) are collectively depicted as a European's racial and sexual nightmare, a demonic cannibalistic matriarchy squatting on the ruins of a lost civilization (xvii).

La societa' matriarcale e' dunque l'incubo della cultura occidentale, che vede in essa la propria inevitabile rovina. La tribu' degli Amahagger rappresenta un chiaro ribaltamento degli schemi occidentali: la donna ha un'importanza di primo piano e possiede una liberta' sessuale inconcepibile per un europeo:

Women among the Amahagger are not only upon terms of perfect equality with the men, but are not held to them by any binding ties (...). When a woman took a fancy to a man she signified her preference by advancing and embracing him publicly ( 81).

E' questa parita' che, come abbiamo visto, spaventa Job, il quale la interpreta come assenza di moralita'. Cio' che e' interessante notare e' che la posizione della donna viene accettata malvolentieri anche dagli uomini della tribu', che trovano cosi' un punto di contatto con Holly e Job. Le parole del capo tribu' Billali lo dimostrano:

"Mistrust all men, and slay him whom thou mistrustest overmuch, and as for women, flee from them, for they are evil, and in the end will destroy thee." (110)

Billali e' della stessa opinione di Job: la donna e' sempre incarnazione del male, il peccato e' una sua caratteristica naturale inscritta cosi' profondamente dentro di lei che niente puo' togliergliela. L'episodio che Billali racconta a Holly e' significativo al proposito: quando era giovane si era innamorato perdutamente di una donna bellissima, morta, il cui corpo riposava in una delle varie tombe scavate nella caverna; l'idea di lei era diventata un'ossessione che lo tormentava. Quando sua madre scopri' la causa del suo cambiamento brucio' il corpo della donna. Anche nella morte la donna mantiene il suo perverso potere di seduzione e l'uomo non puo' che cederle.

L'uomo puo' far fronte a questo potere e cercare di riaffermare la propria superiorita' solo con la violenza. Billali racconta:

"(...) In this country the women do what they please. We worship them, and give them their way, because without them the world could not go on; they are the source of life." (...) "We worship them, (...) up to a certain point, till at last they get unbearable, which they do about every second generation." "And then what do you do?" I asked, with curiosity. "Then," he answered, with a faint smile, "we rise, and kill the old ones as an example to the young ones, and to show them that we are the strongest." ( 114)

Le donne vengono accettate e addirittura venerate solo in quanto utili a procreare, ma non appena la loro posizione oltrepassa questo loro compito vengono represse ed annientate con la violenza (in questo caso estremo con la morte), che sembra essere l'unico strumento rimasto all'uomo per riaffermare la propria forza.

Il discorso sul potere perverso esercitato dalla donna ruota intorno ad Ayesha, la regina immortale degli Amahagger, figura portante di tutto il romanzo. In lei prendono corpo tutte le ossessioni e le nevrosi prima descritte. Ayesha corrisponde allo stereotipo della femme fatale, della vamp che con la sua carica erotica attrae e rende schiavi tutti gli uomini.

C'e' un dato importante da rilevare a proposito di Ayesha, e cioe' l'appellativo con cui gli Amahagger si rivolgono a lei: She-who-must-be-obeyed. Questo suggerisce un'idea dell'immenso potere da lei esercitato: a lei si deve obbedire, anche nel senso che non se ne puo' fare a meno, tanto grande e' il fascino che la sua persona e la sua saggezza emanano.

L'incontro di Holly con Ayesha ne dimostra l'influenza, che e' tale che nessuno vi si puo' sottrarre. Inizialmente Holly prova un forte senso di timore, ma poco dopo si riprende:

I was an Englishman, and why, I asked myself, should I creep into the presence of some savage woman (...)? If once I began to creep upon my knees I should always have to do so, and it would be a patent acknowledgment of inferiority (140).
Ma, poco prima dell'apparizione di Ayesha il terrore si impadronisce nuovamente di lui e da questo momento si rivolgera' sempre a lei con timore.

Ayesha, inizialmente, si presenta a lui velata, ma anche cosi' Holly subisce il suo fascino irresistibile; qualche pagina dopo si mostrera' a lui in tutto il suo splendore e Holly si innamorera' perdutamente di lei a prima vista, descrivendo cosi' il sentimento che prova guardando il suo volto:

I have heard of beauty of celestial beings, now I saw it; only this beauty, with all its awful loveliness and purity, was evil - at least, at the time, it struck me as evil ( 115).
Su Holly agisce evidentemente la fascinazione del male, nel senso che pur rendendosi conto che She e' maligna, non puo' fare a meno di cadere ai suoi piedi, incantato dalla sua bellezza soprannaturale. Ayesha sa che in se' risiede il male e non tenta di nasconderlo. Svelandosi a Holly dice:

Behold me, lovely as no woman was or is, undying and half-divine; memory haunts me from age to age, and passion leads me by the hand - evil have I done, and with sorrow have I made acquaintance from age to age, and from age to age evil shall I do, and sorrow shall I know till my redemption comes. (156)
E' anche consapevole dell'influenza che il suo aspetto fisico le permette di esercitare sugli uomini e se ne serve senza scrupoli: "Beauty is like the lightning; it is lovely, but it destroys."( 156)

Forte di questa consapevolezza, non esita ad attirare a se' Leonard, reincarnazione dell'uomo che aveva amato duemila anni prima, uccidendo Ustane, la donna che lo aveva scelto e che lui aveva accettato, unico ostacolo alla loro unione. Ayesha sa sfruttare abilmente la debolezza insita nel cuore di ogni uomo:

Men are faithful so long only as temptations pass them by. If temptation be but strong enough, then will the man yield, for every man, like every rope, hath his breaking strain, and passion is to men what gold and power are to women - the weight upon their weakness (...) man can be bought with woman's beauty, if it be but beautiful enough; and woman's beauty can be ever bought with gold if only there be gold enough.( 202)

Leonard, proprio come Holly, non resiste alla sua avvenenza e le giura eterno amore, nonostante abbia ucciso Ustane davanti ai suoi occhi; solo quando non si trova piu' alla presenza di She la sua coscienza si risveglia e si rende conto di essere suo schiavo, di essere legato a lei da un legame che non puo' dissolvere nemmeno con la sua volonta', stregato come da un incantesimo:

I am a degraded brute, but I cannot resist that (...) awful sorceress. I know I shall do it again to-morrow; I know that I am in her power for always; if I never saw her again I should never think of anybody else during all my life; I must follow her as a needle follows a magnet; I would not go away now if I could; I could not leave her, my legs would not carry me, but my mind is still clear enough, and in my mind I hate her - at least, I think so. ( 241)

Nelle descrizioni di Holly She e' spesso paragonata ad un serpente, essere pericoloso che pero' affascina con le movenze sinuose; Ayesha inoltre porta una cintura a forma di serpente. Karlin nota che la ricorrenza di questo simbolo "links Ayesha Both with Eve and the serpent, as primeval temptress (...); Holly's representation of Ayesha is here influenced by a whole tradition of male identification of beautiful women with demons and monsters" (xxx).

La rappresentazione della donna tentatrice e' giustificata dal modello biblico di Eva, corrotta dal demonio, che a sua volta porta l'uomo sulla strada della rovina; Holly definisce la bellezza di She demoniaca, poiche' nemmeno con la ragione riesce a staccarsi da lei. Del resto, come puo' un uomo opporsi ad una maga, ad una Circe moderna (cosi' Holly definisce She, pag. 159)?

Il rapporto che si instaura tra Holly e Ayesha e' tutto basato su una continua tensione erotica, in cui Holly subisce sempre passivamente, come una vittima, il fascino sprigionato da She; possiamo vedere chiaramente quanto Holly ne sia succube nella scena di seduzione tra lui e She. Ayesha gli si mostra in tutto il suo splendore e gli chiede di essere adorata. Troviamo ancora un aspetto in comune con l'opera di Weininger che, nel capitolo "Male and Female Psychology" tratta del rapporto che la donna ha con il suo corpo:

The pride of the female is something quite peculiar to herself, something foreign even to the most handsome man, an obsession by her own body; a pleasure which displays itself, even in the least handsome girl, by admiring herself in the mirror, by stroking herself and playing with her own hair, but which comes to its full measure only in the effect that her body has on man (...). The other side of the vanity of women is the desire to feel that her body is admired, or, rather, sexually coveted, by a man.

Cosi' anche She sente il bisogno di essere ammirata e adulata per il suo aspetto fisico. Holly si prostra ai suoi piedi e le dichiara il suo amore; lei continua a giocare con lui, cerca di sedurlo ma poi, all'ultimo momento, si tira indietro e ancora una volta gli dice che non puo' nemmeno immaginare quanto male ci sia in lei.

L'attrazione che Holly prova per Ayesha segna un deterioramento dei suoi sentimenti verso Leonard, che diventa un imbattibile rivale in amore, dato che Holly si rende conto di non poter competere con la sua bellezza. In alcuni momenti Holly e' molto vicino ad incrinare l'amicizia virile che lo lega al suo figlio adottivo a causa dell'inevitabile gelosia che sente. Bisogna ricordare che Holly, fin da quando Leonard era ancora un bambino, aveva cercato di eliminare ogni presenza femminile dalla sua vita, rendendo cosi' la loro relazione personale molto piu' esclusiva, togliendo a Leonard la figura di una madre. Ora che ha conosciuto Ayesha la situazione cambia e per un momento Holly arriva quasi a sperare che Leonard muoia, ma successivamente ritorna in se', salvando cosi' il suo rapporto d'amicizia.

L'ultimo aspetto relativo alla figura di Ayesha che puo' essere interessante da analizzare e' la sua contrapposizione con la figura di Ustane. Come abbiamo visto, Ayesha corrisponde allo stereotipo della femme fatale; Weininger aveva dato nella sua opera una definizione della donna che ben si applica anche a questo personaggio:

(...) she is nothing but sexuality, (...) she is sexuality itself.

Ustane invece, con la sua incondizionata dedizione e il suo spirito di sacrificio (dobbiamo infatti ricordare che muore per il suo amore), e' un personaggio che incarna molto da vicino quell'ideale vittoriano di "angelo del focolare", di presenza femminile sempre disponibile ad aiutare e supportare il proprio partner, mantenendo un ruolo comunque di inferiorita'. Nel momento in cui Ustane esce da questo ruolo, ribellandosi al volere di Ayesha, viene annientata da essa; la sua eliminazione puo' essere letta come lo sgretolarsi di quel modello femminile.

Concludendo, la frase che puo' riassumere lo spirito di questo romanzo, alla luce di quanto e' stato detto a proposito del clima culturale che lo ha originato, e' la seguente:

Why cannot man be content to live alone and be happy, and let the women live alone and be happy too? ( 159)

Il messaggio che ne scaturisce non e' certo confortante: Haggard ci dice esplicitamente che troppe sono le differenze fra uomo e donna perche' i rapporti tra loro risultino in armonia; in una situazione tale la loro convivenza e' impossibile e destinata all'incomunicabilita'.





BIBLIOGRAFIA

Haggard, Henry Rider, She (Oxford University Press, 1991), con un'introduzione di Daniel Karlin.

Bristow, Joseph, Sexuality (Routledge, 1997).

Weininger, Otto, Sex and Character (selezione a cura di Kevin Solvay dall'edizione inglese del 1906) pagina web: http://www.ozemail.com.au/~davidquinn/sexcharh.html



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